Domande e risposte

Ecco le domande più frequenti sull’impiego di Sercadis su pomacee, raccolte durante il viaggio di Xemium.

  • Sercadis da solo è consigliato?
  • Quali possono essere i partner ottimali di Sercadis?
  • Quando utilizzato in miscela il dosaggio cambia? In miscela Sercadis si puo’ usare a 250 ml/ha?
  • Il partner va scelto anche in base alle zone frutticole e alle pressioni di ticchiolatura dei vari areali?

BASF, al fine di consentire una robusta strategia anti – resistenza nei confronti della ticchiolatura delle pomacee, consiglia di impiegare Sercadis sempre alla dose di 300 ml/ha, in miscela con un partner a diverso meccanismo d’azione e con al massimo due applicazioni consecutive.
In merito al tipo di partner da impiegare nella miscela, i prodotti multisito, come ad esempio Polyram e Delan’s (Delan 70 WG, Delan SC e Delan Pro), sono i più indicati nei trattamenti preventivi.
In particolare le prove di campo hanno evidenziato che la miscela di Sercadis con Delan 70 WG alla dose di 0,5 kg/ha o Delan SC alla dose di 0,7 lt/ha, fornisce interessantissime performance.
Dal punto di vista pratico la miscela di Sercadis con Polyram è fattibile per tutta la stagione delle infezioni primarie.
Nel caso in cui, dopo il primo trattamento preventivo in miscela con un multisito, si esegua un secondo intervento in post infezione il partner potrebbe anche essere un prodotto curativo come ad esempio il difenoconazolo.

  • Avete valutato la possibilità di effettuare una miscela di Sercadis con fosfonato o fosfiti? Se sì, è efficace?

La miscela di Sercadis con fosfonato di potassio, pur incrementando l’efficacia del prodotto, è da considerarsi, nel caso specifico della ticchiolatura, meno robusta rispetto ai citati multisito.

  • È possibile miscelare Sercadis con i prodotti QoI

BASF sconsiglia la miscela con prodotti QoI, in quanto non sufficientemente affidabili come partner antiresistenza.

  • É possibile la miscela con captano?
  • Sercadis, con il partner fluazinam, si può utilizzare oppure no?

La formulazione di Sercadis rende possibile la miscela con i più comuni formulati fungicidi, insetticidi, fitoregolatori e concimi fogliari presenti sul mercato (incluso i formulati di captano e fluazinam).

  • Trattandosi di un prodotto in sospensione concentrata, essendo esso consigliato nel periodo compreso tra la pre fioritura e la fase di frutto noce, si e’ verificata la non “ruggine-favorenza” su determinate varieta di melo piu sensibili?

Sercadis, da solo o in miscela, è risultato selettivo sulle più comuni varietà di melo e pero e non induce indesiderati fenomeni di rugginosità

  • L’impiego di un prodotto fitosanitario a dose inferiore a quella riportata in etichetta è da ritenersi “fuori legge”?

Le dosi espresse in etichetta devono essere sempre rispettate.
Le suddette raccomandazioni sono valide ed applicabili in tutti gli areali di coltivazione delle pomacee.

  • Sercadis si può usare in modo curativo per il controllo di ticchiolatura?
  • Sercadis è da considerarsi anche un prodotto bloccante e/o retroattivo?
  • È sconsigliabile utilizzare Sercadis in fine fioritura se sono già presenti macchie di ticchiolatura?

Tenendo in debita considerazione le raccomandazioni d’uso del FRAC per le SDHI, si raccomanda un posizionamento esclusivamente preventivo di Sercadis.
Pertanto, se sono già presenti macchie di ticchiolatura in campo sarebbe opportuno evitare di trattare con SDHI.

  • Si è provato nelle varie esperienze l’utilizzo di Sercadis a diversi volumi di acqua ? Se si, c’è stato un diverso grado di efficienza?

Premesso che la qualità della distribuzione riveste un ruolo chiave nell’efficacia di tutti i fungicidi, il volume di acqua non influenza l’efficacia di Sercadis a patto che sia correttamente applicato.

  • Esiste un effetto accumulo nei trattamenti?
  • Per una migliore efficacia è preferibile usare Sercadis in trattamenti consecutivi o è più consigliata l’alternanza? Cioè facendo trattamenti consecutivi si può allungare in sicurezza l’intervallo tra i trattamenti?

Dalle esperienze condotte durante la sperimentazione non è stato evidenziato alcun “effetto accumulo” per cui non è necessario programmare interventi consecutivi ai fini di massimizzare l’efficacia del prodotto. L’intervallo fra gli interventi di Sercadis, o fra Sercadis e altri formulati deve essere valutato in funzione della velocità di crescita vegetativa delle piante trattate e delle piogge scatenanti il volo delle ascospore.

  • L’efficacia e la selettività di Sercadis sono influenzate dalle basse temperature?
  • Quante ore devono trascorrere dopo l’applicazione e prima della pioggia perchè il prodotto sia efficace?
  • Quale è la resistenza al dilavamento dopo una pioggia?
  • Qual’è l’intervallo in giorni tra i trattamenti con Sercadis ed i nuovi Delan?

L’efficacia e la selettivita’ di Sercadis non sono influenzate dalle temperature.
Il prodotto, una volta distribuito sulla vegetazione, si fissa fortemente alle cere presenti su foglie e frutti, consentendo un’elevata resistenza al dilavamento e una forte attività preventiva verso le infezioni fungine.
Preferibilmente il prodotto è da distribuire su vegetazione asciutta ed è da considerarsi efficace dal momento in cui si è asciugato sulla vegetazione trattata.
Le esperienze maturate sia in serra che in pieno campo, evidenziano che l’attività preventiva di Sercadis è alla pari e molto spesso superiore rispetto agli attuali standard di riferimento con cui si è confrontato nelle numerose prove. Ciò è vero anche nei casi di forti piogge e dei conseguenti elevati voli ascosporici, coincidenti con le più gravi infezioni primarie di ticchiolatura.
L’intervallo fra gli interventi di Sercadis, o fra Sercadis e formulati a base Dithianon, deve tenere in debito conto la velocità di crescita vegetativa delle piante trattate, le piogge scatenanti il volo delle ascospore e le prescrizioni riportate nelle etichette dei formulati.

  • Com’è il quadro residuale?
  • Che residuo comporta il trattamento a tempo di carenza?
  • Può essere usato nei programmi a residuo zero?
  • Aspetto residuale: dopo quanto tempo il residuo di Xemium® non è rilevabile su frutta e su foglie, ed eventualmente a quale limite di quantificazione sono stati analizzati i campioni?
  • Sono state fatte analisi utilizzando un limite inferiore a 0,01 ppm o su eventuali metaboliti?

Le indicazioni riportate nell’etichetta sono garanzia del rispetto dei limiti massimi di residuo fissati per legge (LMR = 0,9 ppm su pomacee, 1,5 ppm su pesco e nettarine e 1 ppm su albicocco). Nell’ottica di fornire risposte legate a specifiche esigenze in tale materia BASF ha raccolto nel corso delle prove di campo dati utili anche alla conoscenza del comportamento residuale.
In sintesi si può dire che Sercadis è adatto anche a programmi di difesa a residuo ottimizzato; infatti posizionando Sercadis 90-100 gg prima della raccolta, il residuo rilevato sui frutti di melo e pero si è assestato <0,01 ppm nei casi oggetto di valutazione, indipendentemente dal numero di applicazioni (1, 2 o 3 applicazioni).
Il valore di 0,01 ppm è preso come valore di riferimento in quanto rappresenta il Limite di Quantificazione Analitico normalmente utilizzato dai laboratori e stabilito anche dalla legge sul Baby Food (Direttiva CE 141/2006). Per questo motivo BASF non fornisce indicazioni oltre tale limite.
La definizione di LMR della s.a. Fluxapiroxad non prevede la determinazione di alcun metabolita.

  • Qual’è la distanza dai corsi d’acqua indicata in etichetta?
  • Sercadis ha frasi di rischio e /o classificazioni che ne impediscono l’uso in zone sensibili come definite dal PAN?

Il processo registrativo di Sercadis non ha evidenziato la necessità di inserire in etichetta buffer zone o fasce tampone e frasi di rischio particolari che ne possano escludere l’utilizzo nelle aree sensibili evidenziate dal PAN.

  • Il processo di riattivazione dopo bagnatura è valido anche sui frutticini? Performa allo stesso modo su foglia e frutti?
  • Il fenomeno del re-wetting, che consente la liberazione di parte del prodotto quando avviene una idratazione della foglia, può portare a fenomeni di dilavamento in caso di piogge importanti anche a diversi giorni di distanza dal trattamento?
  • Questa eventuale caratteristica ha un impatto sul possibile ritrovamento del prodotto nei corsi d’acqua? (dovuto a fenomeni di ruscellamento o altro)
  • Quando finisce l’effetto re-wetting ed inizia il dilavamento?

Duoble-activity (lipofilia e idrofilia) e re-wetting (riattivazione del p.a. con rugiada o pioggia) sono le caratteristiche distintive di Xemium, il principio attivo (p.a.) di Sercadis.
Grazie a queste caratteristiche uniche possiamo affermare che Sercadis:

– Si fissa fortemente a foglie e frutti, garantendo un’ottima resistenza al dilavamento e un’elevata persistenza
– La persistenza è favorita dal fenomeno del re-wetting che rende disponibile il p.a. per periodo molto più lungo dei tradizionali prodotti di copertura
– Il fenomeno del re-wetting non va assolutamente confuso con il processo di dilavamento, in quanto le molecole del p.a. rilasciate dopo la riumidificazione vengono gradualmente assorbite dagli strati cerosi della vegetazione e quindi non dilavate
– In ogni caso elevate piogge contribuiscono a dilavare parte del prodotto dalla vegetazione trattata

  • Nell’affermazione: Xemium e’ localmente sistemico che cosa si intende? Nell’ambito della foglia che ha ricevuto il trattamento oppure il principio attivo puo’ traslocare da una foglia trattata ad una nuova limitrofa, che non ha ricevuto direttamente il prodotto?

Sercadis è un prodotto fortemente attivo sulla vegetazione presente al momento dell’applicazione su pianta, mentre le nuove foglie che si vengono a formare in tempi successivi non sono da considerarsi protette in quanto il prodotto è citotropico/translaminare e localmente sistemico unicamente sulla foglia trattata che quindi viene protetta anche a seguito del suo accrescimento.

  • È possibile utilizzare Sercadis su vegetazione bagnata e/o durante la pioggia?
  • Il re-wetting comunque non esclude che l’applicazione avvenga sempre su pianta asciutta?

Le migliori performances di Sercadis si ottengono quando il prodotto è applicato su vegetazione asciutta, per questo motivo BASF raccomanda applicazioni preventive su pianta asciutta.

  • Sercadis, in relazione all’oidio, si può considerare curativo oltre che preventivo?

Anche per quanto riguarda l’odio del melo si raccomanda un uso preventivo di Sercadis; è pur vero che nel corso della sperimentazione si è evidenziato che il dosaggio di 300 ml/ha fornisce un ottimo effetto stoppante sul fungo.

  • Come mai avete deciso di non registrare il prodotto contro la moniliosi?

Nello sviluppo di Sercadis per le drupacee BASF si è focalizzata sull’oidio, in quanto malattia fungina molto importante a livello di Sud Europa e estremamente sensibile anche a bassi dosaggi di Xemium.
In ogni modo l’offerta di BASF per le drupacee è completa grazie anche a Bellis drupacee, da tempo leader di mercato per il segmento Monilia.

  • Qual è l’efficacia su alternaria del melo? la stessa è riportata in etichetta?

Nel corso della sperimentazione si è evidenziato un buon effetto collaterale su Alternaria spp del melo.
Questa malattia fungina non è comunque presente in etichetta.

  • Avete dati che evidenziano una azione nei confronti di Ramularia e di alternaria su melo?
  • Si può pensare che Sercadis abbia un’efficacia collaterale su Fusicoccum amigdali?

Non abbiamo informazioni in merito all’efficacia di Sercadis nei confronti di Ramularia su melo e Fusicoccum amigdali su drupacee.

  • Sono state riscontrate resistenze per quanto riguarda la maculatura del pero?

BASF da anni conduce sul territorio un attento monitoraggio della sensibilità dei vari p.a. verso le più importanti malattie fungine.
Nel caso specifico della maculatura bruna su pero, il monitoraggio fatto a livello di azienda agricola, non ha ad oggi evidenziato cali di efficacia o resistenze da parte degli SDHI.